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François Ozon e Ludivine Sagnier sul set di Sotto le foglie
“Ozon ha sempre amato tantissimo le donne mostrandole in tutte le loro diversità”. Così l’attrice Ludivine Sagnier parlando dell’ultimo film del regista francese, ovvero Sotto le foglie (titolo originale: Quand vient l’automne), presentato in anteprima alla XVesima edizione del festival Rendez-vous dedicato al cinema francese e nelle sale con BIM distribuzione dal 10 aprile.
L’attrice recita al fianco di Hélène Vincent, Josiane Balasko e Pierre Lottin. Una storia che si svolge in un piccolo villaggio della Borgogna con protagoniste: una nonna premurosa (Vincent) insieme a sua figlia (Sagnier), la sua migliore amica (Balasko) con suo figlio (Lottin), appena uscito di prigione.
“Questo è un film che parla del confronto tra le generazioni, ma anche del perdono e della capacità di perdonare - spiega Sagnier -. Si riflette sull’accettare quel che ereditiamo e su come riusciamo a superare i traumi che abbiamo vissuto. C’è anche il tema della tossicità e di quanto questa sia passata dalle due donne ai figli. È un film contemplativo e Ozon ha riflettuto sull’avanzare degli anni. C’è anche un po’ di Simenon perché c’è un aspetto poliziesco, quasi da giallo”.


Ludivine Sagnier in Sotto le foglie
Sul suo personaggio, una donna piuttosto antipatica e in forte rivalità con la madre dice: “Il personaggio di Valérie risulta immediatamente antipatico, ma ha avuto un’infanzia rurale e una madre che è un’ex prostituta.”. E ancora sul regista: “Ho fatto tre film con lui, molto ravvicinati quando ero giovane, poi ci siamo un po’ allontanati. Ozon lascia molto liberi gli attori di dare la propria interpretazione psicologica. Il segreto della sua forza è che lui non è solo il regista dei suoi film, ma è anche direttore della fotografia e questo gli permette di avere un ruolo attivo da direttore di orchestra”.
Mentre su Sorrentino con il quale ha lavorato nella serie The Young Pope e The New Pope dice: “E’ stato incredibile girare in Italia a Villa Medici e a Cinecittà con Silvio Orlando e Jude Law. La prima stagione ci ha portato a trascorrere tanto tempo a Roma. E poi ricordo l’incanto nel vedere Sorrentino alla regia, il suo rapporto con la composizione, quando gira è come se stesse dipingendo un quadro. La seconda stagione invece è stata più dolorosa, si è girato a Venezia e faceva freddo”.
Sui ruoli femminili dice: “Hélène Vincent lascia trasparire con il suo volto e le sue rughe tutte le sue esperienze di vita. In genere alle attrici avanti con gli anni vengono attribuiti ruoli categorizzati come la nonna gentile. Ozon invece qui ha fatto qualcosa di diverso e innovativo”. Infine conclude:
“Ciascuno di noi ha delle cose da perdonare ai propri genitori”. Il film è campione d'incassi in Francia con quasi 700.000 spettatori, vincitore del Premio della giuria per la migliore sceneggiatura e Premio miglior attore non protagonista (Pierre Lottin) al Festival international du film de Saint-Sebastián.