Agli inizi degli anni '80 Arthur, un giornalista inglese che lavora in un quotidiano di New York, riceve l'incarico di scrivere un articolo sulla vicenda di Brian Slade, mitica star del 'glam rock', scomparso improvvisamente dalle scene all'apice della fama. Arthur, da ragazzo, era stato tra coloro che avevano per Slade una vera passione. Con qualche emozione, Arthur cerca di ricostruire il quadro di quegli anni: comincia ad analizzare il rapporto tra Brian e la moglie Mandy, rintracciandola in un locale di secondo piano ed invitandola a ricordare la sua storia con Brian. Si torna così alla Londra degli anni Settanta, quando ormai dilaga la moda di una musica rock che deve essere sempre più sfrenata e narcisista. Slade si adatta subito a quel clima esibizionistico, indossa abiti sgargianti, pettinature dai colori vistosi, soprattutto insiste sull'ambivalenza e la sfrenatezza degli atteggiamenti sessuali. Si
sposa e va in America dove incontra Curt Wild, altra star del rock, di cui diventa intimo amico, lo porta a Londra, la moglie esasperata lo maledice. Si torna agli anni Ottanta e Arthur telefona a Curt Wild che lo invita al concerto di Tommy Stone. Arthur vi si reca, e osserva: quel Tommy somiglia proprio a Brian.
SCHEDA FILM
Regia: Todd Haynes
Attori: Ewan McGregor - Curt Wild, Christian Bale - Arthur Stuart, Toni Collette - Mandy Slade, Jonathan Rhys Meyers - Brian Slade, Eddie Izzard - Jerry Devine
Soggetto: James Lyons, Todd Haynes
Sceneggiatura: Todd Haynes
Fotografia: Maryse Alberti
Musiche: Carter Burwell
Montaggio: James Lyons
Scenografia: Christopher Hobbs
Durata: 123
Colore: C
Genere: MUSICALE
Produzione: CHRISTINE VACHON, ZENITH PRODUCTION/KILLER FILMS PROD.
Distribuzione: LUCKY RED (1999)
NOTE
- LE CANZONI DELLA COLONNA SONORA SONO INTERPRETATE DA: "THE VENUS IN FURS", "SHUDDER TO THINK", "THE WYLDE RATTZ".
- NOMINATION AGLI OSCAR 1999 PER I MIGLIORI COSTUMI.
- REVISIONE MINISTERO GENNAIO 2001.
CRITICA
"Non aspettatevi da 'Velvet Goldmine' una ricostruzione biografica scrupolosa o una narrazione cronologica lineare. Haynes non riproduce, reinventa. Cosicché il suo film si trasforma in una favola fosforescente dai colori sgargianti, dalle coreografie camp (ostentatamente effemminate, n.d.r.) e dalle bellissime musiche glamour". ('Il Messaggero')
"La trama che racconta un'indagine in stile noir su un simil Ziggy Stardust, non è molto più di un pretesto. Ciò che conta è la pura visione, come in un musical che sconfina spavaldamente nel kitsch". ('Ciak')