Nel 1901 gli allevatori del Wyoming, uniti in associazione, decidono di assoldare un pistolero per difendere il loro bestiame dai numerosi ladri in circolazione. Si rivolgono allora a Tom Horn, efficiente e implacabile, che nel giro di due anni fa piazza pulita. Divenuto amico della maestra Glendolene Kimmel, suscita anche per questo la gelosia di Joe Belle, sceriffo federale. Risolto il problema, dall'altra parte, gli allevatori non contenti di averlo licenziato si schierano contro Tom dopo la dubbia uccisione di un pastore. Stanco e deluso, abbandonato anche dalla maestra, Tom viene condannato a morte in un processo-farsa ed impiccato.
SCHEDA FILM
Regia: William Wiard
Attori: Steve McQueen - Tom Horn, Linda Evans - Glendolene Kimmel, Richard Farnsworth - John C. Coble, Billy Green Bush - Marshall Joe Belle, Slim Pickens - Sceriffo Sam Creedmore, Peter Canon - Assistente Procuratore, Elisha Cook Jr. - Ragazzo di scuderia, Roy Jenson - Lee Mendenhour, James Kline - Arlo Chance, Geoffrey Lewis - Walter Stoll, Harry Northup - Thomas Bruke, Stephen Oliver - Pugile "Jim Corbet", Bill Thurman - Ora Haley, Bert Williams - Giudice, Bobby Bass - Guardia del corpo di Corbett, Micky Jones, B.J. Ward
Soggetto: Tom Horn - autobiografia
Sceneggiatura: Thomas McGuane, Bud Shrake
Fotografia: John A. Alonzo
Musiche: Ernest Gold
Montaggio: George Grenville
Scenografia: Ron Hobbs
Arredamento: Rick Simpson
Costumi: Luster Bayless
Effetti: Phil Corey
Durata: 98
Colore: C
Genere: WESTERN
Specifiche tecniche: CINEMASCOPE
Tratto da: libro "Life of Tom Horn, Government Scout and Interpreter, Written by Himself" di Tom Horn
Produzione: FRED WEINTRAUB PER SOLAR-FRED WEINTRAUB PRODUCTION, FIRST ARTISTS, WARNER BROS. PICTURES
Distribuzione: PIC - WARNER HOME VIDEO
NOTE
- STEVE MCQUEEN FIGURA ANCHE COME PRODUTTORE ESECUTIVO.
CRITICA
"Interpretato con grande intelligenza da Steve McQueen (da alcuni anni assente dal grande schermo), fotografato con maestria dall'ottimo John Alonzo, girato in ambienti molto efficaci nel rendere il dramma dell'uomo sperduto in un epoca che non è ormai più quella che lo ha reso famoso (Tom Horn aveva catturato il grande Geronimo), il film si inscrive con autorità tra quelli che modernamente hanno cantato gli eroi del West, senza demitizzarli ma anche senza lasciarli sulla vetta delle fantasiose epopee popolari, attenti a coglierli nelle loro debolezze umane e nella loro incapacità di seguire la società americana ormai passata dall'era del pionierismo romantico a quella del legalismo, della socializzazione ferrea, della convivenza organizzata con sistemi e mezzi più adeguati. Secco e crepuscolare, costellato di momenti riflessivi e pressoché stanchi, il lavoro più che dissertare sul tema, invita a meditare; non dice ma suggerisce; per mezzo dell'evidente estetismo figurativo non imposta una equivoca difesa dell'eroe, ma esalta quella natura che rimane sempre bella e ideale anche quando l'umanità non riesce ad inquadrarvisi nel migliore dei modi". ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 89, 1980)