Le disavventure scolastiche e familiari del giovane Terkel, studente di prima media costretto a subire i soprusi di Sten e Saki, i bulletti della scuola, a fare i conti con una madre ansiosa, un padre che dice sempre no e uno zio alcolizzato. Ma guai peggiori sono in agguato per lui dopo che una sua compagna di scuola si è gettata dalla finestra per colpa sua...
SCHEDA FILM
Regia: Stefan Fjeldmark, Kresten Vestbjerg Andersen, Thorbjørn Christoffersen
Soggetto: Anders Matthesen
Sceneggiatura: Mette Heeno
Musiche: Bossy Bo
Montaggio: Martin Wichmann, Per Risager, Mikael R. Ryelund
Scenografia: Thorbjørn Christoffersen
Effetti: Brian Ottosen
Altri titoli:
Terkel i trobbel
Durata: 77
Colore: C
Genere: ANIMAZIONE
Specifiche tecniche: 35 MM (1:1,66)
Tratto da: una storia di Anders Matthesen
Produzione: NORDISK FILM, A. FILM PRODUCTION, TV2/DENMARK
Distribuzione: MOVIEMAX (2006)
Data uscita: 2006-04-07
NOTE
- VOCI DELLA VERSIONE ITALIANA: ELIO (ARNE), SIMONE D'ANDREA (TERKEL), LELLA COSTA (BEATRIX), CLAUDIO BISIO (LEON), ANTONELLO GOVERNALE (ZIO STEWART), TOSAWI PIOVANI (RITA), FASO (JASON), CESAREO (SAKI), ROCCO TANICA (STEN), LORENZO SCATTORIN (GUNNAR), DANIELE DEMMA (SILAS), BENEDETTA PONTICELLI (DORIS), MARCELLA SILVESTRI (JOANNE).
- ADATTAMENTO ITALIANO DEI DIALOGHI E DELLE CANZONI A CURA DI ELIO E LE STORIE TESE E DI ANTONELLO GOVERNALE.
- E' IL PRIMO LUNGOMETRAGGIO DANESE D'ANIMAZIONE FATTO SU COMPUTER
CRITICA
"Il protagonista Terkel, che è un ragazzino pauroso e insicuro, per debolezza e conformismo si unisce alla cattiva compagnia (come Pinocchio ma citazioni molto più recenti e maliziose punteggiano il film: per esempio 'Shining') dei due teppisti Jaki e Sten, allontanandosi da Jason, il ribelle solitario, che è un vero amico. Ma soprattutto si rende complice, per paura dei più forti e per sentirsi da loro accettato, del tragico gesto della grassottella Loris segretamente innamorata di lui. La versione italiana è naturalmente giocata su un adattamento creativo e contestualizzato dei gerghi. Certo che, con tutto l'indubbio ancorché cinico divertimento che esso dispensa, c'è da pensarci due volte prima di portare un bambino a vedere un cartone animato così." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 7 aprile 2006)