L'incontro e lo scontro fra differenti culture negli anni Trenta staliniani, attraverso lo sguardo di cinque artisti d'avanguardia -un compositore, uno scultore, un regista di teatro, un architetto costruttivista, un regista di fama - spediti a fare da agit-prop nelle regioni periferiche. La bellissima Polina-Revoluzja, leggendaria combattente comunista, viene mandata dal nuovo governo nel nord dell'Unione Sovietica per mettere ordine. Ben presto, però, la donna si trova a confrontarsi con gli sciamani delle due popolazioni indigene - i Khanty e gli Nenets - che non vogliono accettare la nuova ideologia. Polina decide quindi di convincere cinque amici ed ex-colleghi combattenti, divenuti ora artisti metropolitani, a partire con lei. Insieme, tutti loro dovranno tentare di riconciliare la cultura dell'Avanguardia Russa con quella dell'Antico Paganesimo...
SCHEDA FILM
Regia: Aleksei Fedorchenko
Attori: Daria Ekamasova, Oleg Yagodin, Pavel Basov, Georgy Iobadze, Konstantin Balakirev, Alexei Solonchev
Soggetto: Denis Osokin - racconti
Sceneggiatura: Aleksei Fedorchenko, Denis Osokin, Oleg Loevsky
Fotografia: Shandor Berkeshi
Musiche: Andrei Karasev
Montaggio: Roman Vazhenin
Scenografia: Aleksei Fedorchenko, Artem Khabibulin
Costumi: Olga Gusak
Altri titoli:
Angels of Revolution
Durata: 105
Colore: C
Genere: COMMEDIA SATIRICO
Tratto da: racconti di Denis Osokin
Produzione: DMITRY VOROBIEV, ALEXEY FEDORCHENKO, LEONID LEBEDEV PER 29 FEBRUARY FILM COMPANY, KRASNAYA STRELA FILM COMPANY
NOTE
- IN CONCORSO ALLA IX EDIZIONE DEL FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM DI ROMA (2014) NELLA SEZIONE "CINEMA D'OGGI".
CRITICA
"La sensazione è che Fedorchenko non si sia limitato a raccontare il pur complesso mondo dell'Unione Sovietica prima della seconda guerra mondiale, che la sua denuncia possa essere collocata molto più vicino a noi, temporalmente e geograficamente (...). Originale è (...) questo film parodistico e quasi surreale, che a tratti ricorda la levità e l'ironia di Wes Anderson (un quasi coetaneo di Fedorchenko), anche nella ricerca di scenari che paiono fuori contesto, fuori dalla realtà, immaginati, forse sognati. In Siberia, lo strano gruppo culturale-propagandistico si scontra con eventi e tradizioni popolari incredibili e insieme serissime (...). Ma chi sono gli 'angeli della rivoluzione', e soprattutto, cos'è veramente rivoluzionario? La risposta che il film indica non sembra stare nell'assoggettamento forzato di certi gruppi minoritari da parte di una maggioranza politica, anche quando questa maggioranza parla di sé attraverso l'arte, le arti." (Michela Monferrini, 'Cronache del Garantista', 23 ottobre 2014)
"Al settimo giorno, finalmente planarono sul festival gli 'Angeli della Rivoluzione', con il dramma romantico del fantantropologo Aleksej Fedorcenko, regista e sceneggiatore premiato ieri da applausi a fine proiezione e con il Marc'Aurelio del Futuro. Il nuovo film dell'autore di 'Spose celestiali dei Mari di pianura', amato dalla critica e dal pubblico più avvertito, si svolge nel 1934, mentre le etnie contadine della Russia profonda, quelle che abitano in casette di marzapane e conciano le pelli in silenzio, lontane dalla nomenklatura sovietica, ignorano il governo centrale. Un pericolo, il loro animismo magico: ci vogliono i bolscevichi dell'Avanguardia Russa, per riportare al centro il boccino delle idee. Il film paesaggistico, denso di atmosfere ovattate tra betulle e neve, con realismo e magia a fondersi in un teatro da camera formato cinema, magari verrà distribuito anche da noi (...). E' fantastica, nel finale, la vecchia yurga che canta un'antica canzone folk: è la prova vivente che il totalitarismo nulla può contro i sogni. (Cinzia Romani, 'Il Giornale', 23 ottobre 2013)