Il marchese del Grillo

ITALIA, FRANCIA 1981
Il Marchese Onofrio del Grillo, duca di Bracciano, guardia nobile e Cameriere segreto di sua Santità Pio VII, è il tipico rappresentante della nobiltà romana dei primi dell'Ottocento. Vive in una casa da fiaba, circondato da personaggi altrettanto fiabeschi che vivono ognuno in un mondo a sé stante e che difficilmente riescono ad inserirsi nella realtà: una madre affezionata, ma ostile e conservatrice; una parente povera di nome Genuflessa innamorata segretamente di lui; una sorella sposata e con un figlio. Siamo in piena occupazione francese e il potere temporale del Papa sembra poter essere scalzato dall'arrivo di Napoleone. Per fuggire alla noia, il Marchese del Grillo architetta continua burle da cui non si salva neppure il Pontefice, e si mescola spesso al popolo, frequentando bettole e osterie, e proprio al termine di una di queste serate trova un ubriaco, il carbonaio Gasperino, che è il suo perfetto sosia. Spinto dal gusto della beffa, Onofrio lo raccoglie e lo porta a casa dove metterà su una geniale farsa facendo passare il povero Gasperino per se stesso agli occhi dei suoi stessi parenti, che non si accorgono della sostituzione.
SCHEDA FILM

Regia: Mario Monicelli

Attori: Alberto Sordi - Onofrio Del Grillo/Il carbonaio Gasperino, Paolo Stoppa - Papa Pio VII, Caroline Berg - Olimpia, Riccardo Billi - Aronne Piperino, Flavio Bucci - Fra' Bastiano, Elena Daskowa Valenzano - Marchesa del Grillo, Cochi Ponzoni - Rambaldo, Marc Porel - Blanchard, Pietro Tordi - Mons. Terenzio, Leopoldo Trieste - Padre Sabino, Giorgio Gobbi - Ricciotto, Isabelle Linnartz - Genuflessa, Marina Confalone - Camilla, Elena Fiore - Anita, Isabella De Bernardi - Figlia di Gasperino, Andrea Bevilacqua - Pompeo, Angela Campanella - Faustina, Salvatore Jacono - Bargello, Jacques Herlin - Rabet, Elisa Mainardi - Moglie di Gasperino, Gianni Di Pinto - Marcuccio, Ivan De Paolo - Hermes, Renzo Rinaldi - Bacco, Camillo Milli - Segretario del Papa, Tommaso Bianco - L'amministratore

Soggetto: Bernardino Zapponi, Leo Benvenuti - rielaborazione, Piero De Bernardi - rielaborazione, Tullio Pinelli - rielaborazione, Mario Monicelli - Rielaborazione

Sceneggiatura: Alberto Sordi, Mario Monicelli, Tullio Pinelli, Leo Benvenuti, Piero De Bernardi

Fotografia: Sergio D'Offizi, Giuseppe Berardini - operatore, Sandro Tamborra - operatore

Musiche: Nicola Piovani

Montaggio: Ruggero Mastroianni

Scenografia: Lorenzo Baraldi

Costumi: Gianna Gissi

Altri titoli: Le marquis s'amuse

Durata: 135

Colore: C

Genere: COMMEDIA

Specifiche tecniche: PANORAMICO, EASTMANCOLOR, TELOCOLOR

Produzione: LUCIANO DE FEO PER OPERA FILM PRODUZIONE (ROMA), RENZO ROSSELLINI PER GAUMONT (PARIGI)

Distribuzione: D.A.C., GAUMONT VALE - DOMOVIDEO, MULTIGRAM, MONDADORI VIDEO

NOTE
- TRA GLI INTERPRETI LA COMPAGNIA DEL TEATRO ALIBERTI. - IL FILM VINCE: L'ORSO E 3 NASTRI D'ARGENTO, MIGLIORE SCENOGRAFIA E COSTUMI E MIGLIOR ATTORE: PAOLO STOPPA; DAVID DI DONATELLO 1982 PER LA MIGLIORE SCENOGRAFIA (LORENZO BARALDI) E MIGLIORI COSTUMI (GIANNA GISSI).
CRITICA
"Solo un Monicelli in gran forma poteva affrontare una simile materia senza cadere nella farsaccia e nelle volgarità cui certi film in costume (anche interpretati da Sordi stesso) ci hanno abituato. Il regista, invece, pur mantenendo sempre un alto grado di spettacolarità, che strappa frequenti e convinte risate, ha composto un affresco, spietato e divertito, grottesco e affettuoso, arguto e meditato, su un mondo in sfacelo, su una classe devitalizzata, su abitudini e costumi i cui segni, più incisivi di quanto si pensa, ancora permangono nella società italiana. (...) Un discorso a parte merita Alberto Sordi, qui in una delle migliori interpretazioni di tutta la sua carriera. Così mattatore non l'avevamo mai visto: ma neanche così misurato ed efficace, così esplodente eppure ricco di sfumature. Nella duplice parte del marchese e del carbonaio ubriacone dimostra come si possa cambiar faccia senza dover ricorrere al trucco." (Valerio Spiga, 'Il Resto del Carlino', 24 dicembre 1981). "Commedia sboccata e (semi)divertente di Mario Monicelli, che invade il terreno della satira papalina fino ad allora proprietà esclusiva di Luigi Magni: è un film astuto, ricco di battute spiritose e di costumi sgargianti. Tre comunque i difetti: il romanesco, la volgarità e l'eccessiva lunghezza. Alberto Sordi è perfetto, ma Paolo Stoppa e Flavio Bucci gli stanno degnamente a ruota". (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 24 aprile 2001)